kyklops’ log

Windows encryption and dual-boot

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Da cosa parto

Come molta gente che usa un sistema Linux sull’hard disk ho una partizione con su installato Windows, che uso esclusivamente per farci girare software che ha bisogno di questo sistema operativo. Windows Vista è sulla prima partizione dell’hard disk (sda1), Kubuntu sulla seconda (sda2). Una terza partizione contiene la home di Linux (/home su sda3). Svariate altre partizioni contengono solo dati. Sul MBR c’è GRUB che gestisce il dual-boot. Tutto l’hard disk è chiaramente in chiaro.

Dove voglio arrivare

La soluzione ideale sarebbe quella di criptare tutto l’hard disk e mantenere i sistemi operativi funzionanti come ora, magari con la praticità di un’unica password richiesta all’avvio del pc. In giro per la rete non ho trovano niente di simile (e in ogni caso non sarebbe una soluzione efficiente perché prevede l’uso di una sola chiave di criptografia).
Un approccio sensato sarebbe quello di andare oltre la criptazione delle sole partizioni contenenti dati.
Questo discorso è maggiormente valido sotto Windows, dove tra cestino, file temporanei, file di swap, file di ibernazione e altro c’è l’effettivo rischio di copiare in chiaro su una partizione non criptata dei file provenienti da partizioni criptate. È opportuno allora criptare la partizione di Windows e quella di programmi di terze parti (se diversa) oltre alle partizioni dei dati.
Con Linux il ragionamento è analogo, ma ci si potrebbe limitare alla criptazione della directory /home (che quindi dovrebbe essere montata su una partizione separata) visto che durante l’uso di una sessione normale (non da utente root) la scrittura dovrebbe essere limitata a quella directory.
L’intenzione in ogni caso è quella di criptare la maggior parte del disco fisso, con un buon compromesso tra praticità di utilizzo e prestazioni. Le chiavi e gli algoritmi di criptazione dovrebbero essere il più possibile diversi tra le varie partizioni/sistemi operativi. In più sarebbe buona cosa poter accedere a tutti i dati presenti su tutte le partizioni, indipendentemente dal sistema operativo in uso.
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Written by kyklops

settembre 28, 2009 alle 10:42 pm

“full size” concept in WordPress

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Quando intendo caricare qualche immagine su questo log ho sempre la cura di ritagliarla e/o scalarla nella dimensione in cui voglio che venga vista da chi capita tra queste pagine: in pratica le operazioni di scaling e cropping le effettuo io in Gimp, non lascio che sia WordPress ad occuparsi della scalatura. La larghezza (in pixel) dell’immagine chiaramente la scelgo in base al tema che uso e quindi mi sono sempre permesso di usare l’opzione full size in sede di inserimento dopo il caricamento, sicuro che l’immagine non trabocchi fuori dal tema.

É questo il motivo per cui mi sono reso conto solo ora della nuova nozione di full size presso WordPress, a partire dalla versione 2.7. Con le versioni precedenti per full size di un’immagine si intendevano le dimensioni originali di caricamento. Adesso invece l’opzione full size effettua una scalatura dell’immagine nella larghezza massima supportata dal tema in uso (mantenendo comunque su sever l’immagine originale). In questo modo cambiando il tema del blog l’immagine viene ridimensionata in automatico.

Chi volesse, per varie ragioni, mantenere un full size effettivo deve seguire le facili indicazioni prese da qui:

  1. caricare l’immagine com al solito
  2. copiare l’URL dell’immaginea termine del caricamento (l’URL è del tipo http://kyklopslog.files.wordpress.com/2009/08/immagine.png)
  3. passare alla linguetta URL di provenienza
  4. inserire nel campo URL immagine l’URL copiata al passaggio 2
  5. cliccare su Inserisci nell’articolo.

Written by kyklops

settembre 4, 2009 alle 7:56 pm

Pubblicato in appunti

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Wikimedia licensing update

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Dal 12 Aprile al 3 Maggio se avete contribuito attivamente al progetto Wikimedia (che comprende tra l’altro Wikipedia) potete votare la proposta di rendere disponibile il materiale del progetto sotto un regime di doppia licenza GNU FDL/CC-BY-SA. Attualmente la licenza usata da Wikimedia è la sola GFDL.

Le motivazioni che stanno dietro questa mossa sono principalmente due:

  • la GFDL, abbracciata nel 2001 dalla neonata Wikipedia, allora si presentava come l’unica licenza copyleft disponibile (escludendo ovviamente la possibilità di crearne una nuova apposta). Tale licenza, nata per la documentazione del software libero, impone alcuni vincoli come la necessità di allegare una copia della licenza stessa e l’elenco degli autori (requisito di attribuzione) all’opera e alle sue derivate. Questi obblighi risultano abbastanza onerosi se gli autori sono molti come nel caso di un wiki, oltre al fatto che diventano difficilmente praticabili nel caso di contenuti multimediali come audio e video.
  • siccome le Creative Commons sono uno standard di fatto nell’ambito delle licenze copyleft, non utilizzare questo tipo di licenza (tra l’altro molto più flessibile in termini di opere a cui è applicato) equivale a tagliare fuori dal progetto Wikimedia molto materiale che in qualche modo potrebbe essere sfruttato.

La questione non riguarda solo Wikimedia Foundation, anche se questa sarà uno dei principali fruitori. La GFDL nella sua versione 1.3 (rilasciata a inizio novembre scorso) permette di rilicenziare sotto licenza CC-BY-SA i contenuti rilasciati in GFDL prima del 1 Novembre 2008: tali contenuti devono far parte di un wiki e il rilicenziamento può essere fatto fino al 1 Agosto 2009. Queste fineste di tempo sono mirate ad evitare abusi di passaggio da una licenza all’altra.

Cosa cambia in Wikimedia se la proposta passa? I contenuti presenti, se rilasciati sotto GFDL 1.3, avranno la doppia licenza; quelli completamente nuovi avranno la sola CC-BY-SA; quelli rilasciati in versioni precedenti della GFDL rimarranno con tale licenza.

link esterni:
Wikimedia.org – Licensing update
ars technica – amended fdl will allow wikipedia to adopt cc-license

Written by kyklops

aprile 29, 2009 alle 10:55 pm

design trends /Dacia

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dacia_duster
Al Salone di Ginevra appena concluso Dacia ha presentato il suo primo prototipo sviluppato dall’epoca Renault: si chiama Duster (immagini sopra) ed è una Coupe Crossover, come è stata definita. Questo mi permette di fare alcune cosiderazioni sulla direzione stilistica che la casa romena sta prendedo, nonostante il numero esiguo di modelli che questa mette a disposizione del mercato.
In particolare voglio fare qualche illazione sull’influenza che la Renault ha avuto sul design dei modelli Dacia e soprattutto mostrare come qualche idea inizialmente pensata per la casa francese (e debolmente abbracciata) probabilmente diventerà tipica di Dacia nei futuri modelli in produzione.

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Written by kyklops

marzo 15, 2009 alle 3:26 pm